Storia dell’ Ambra
L’Ambra
L’ambra baltica è una resina colata 30 - 40 milioni di anni fa da un albero oggi estinto, il Pinus
Succinifera. (Succinum era l’antico nome latino dell’ambra, Electrum quello greco) che viveva in
territori ora invasi dal mare. Sepolta sotto strati di terra e di sabbia oggi ritorna alla luce quando le violente
burrasche, strappandola ai fondali (thixotropia), la portano a riva dove da centinaia d’anni gli abitanti la
raccolgono per commerciarla. (Il peso specifico dell’ ambra è tra 1,05 e 1,10 quindi molto leggera
e facilmente trasportabile dalle onde). Verso la fine del 1600 sono stati scoperti nell’entroterra degli importanti
giacimenti, oggi ancora attivi che forniscono gran parte dell’ambra attualmente in commercio.
E’ molto tenera, la sua durezza è di 2,5 circa nella scala di Mohs, quindi facile da lavorare,
per questo motivo fino dalla preistoria è stata usata per scolpire piccoli oggetti e preziosi monili.
Il titolo del libro di David Grimaldi, direttore dell’ American Museum of Natural History
“Amber, Window to the Past” sintetizza molto bene il contenuto emozionale e scientifico
di questa calda “pietra”: attraverso questa piccola finestra si possono rivivere i drammi dei
piccoli insetti imprigionati ma anche conoscere le loro abitudini, l’ambiente in cui vivevano, la
vegetazione, il clima e con l’aiuto della fantasia si può immaginare e ricostruire quell’antico
mondo lontano.
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